Trasmissione C59

 

I gioielli di Soriano nel Cimino

Soriano nel Cimino conserva antichi tesori architettonici ed artistici che testimoniano una storia ed una cultura millenaria.
Il Castello Orsini è senza dubbio una delle fortezze più suggestive dell’intera Tuscia. La sua costruzione si deve a Papa Nicolò III Orsini, che costruì il castello nella seconda metà del XIII secolo sulla parte più alta del paese, sopra i resti di un antico convento, morendovi nel 1280.
Il castello ha forma di parallelepipedo ed è composto dal palazzo principale e da una torre più antica appartenuta alla famiglia dei Guastapane. L’intero complesso è circondato da possenti mura e sormontato da merli guelfi. Il castello è visitabile e conserva, ancora oggi, il fascino ed i caratteri di una maestosa fortezza medievale.
 
La Chiesa della Misericordia fu la prima chiesa costruita nel medioevo, nel nucleo originario del borgo di Soriano, ed è  senza dubbio la più antica delle chiese di Soriano. E' formata da un'unica navata e durante il Rinascimento è stata oggetto di numerose modifiche, mentre del periodo barocco è l’attuale aspetto interno, dove è possibile ammirare un interessante crocifisso ligneo del '700.

La Fontana di Dentro, fatta costruire da Papa Nicolò V nel XV secolo con il probabile fine di evitare ai sorianesi scomodi rifornimenti di acqua, è composta da una tazza rotonda con al centro un fuso sui cui lati sono scolpiti quattro mascheroni e lo stemma del Papa. Sia il nome "fontana di dentro" che l'altro "fontana vecchia", lasciano pensare che nelle vicinanze ne sia esistita nel passato un'altra. Ciò è comprovato dall'esistenza, su antiche carte, di due simboli di fontana nelle due piazzette adiacenti la torre dell'orologio. Il monumento fu trasportato nella sede attuale nel 1837.

La Chiesa di Sant’Eutizio fu costruitta nel medievo e costituì il primo duomo del paese. La facciata, a muratura e ad unico ordine, ha la parte architettonica (zoccolo, pilastri, cornice, timpano, portale e finestrone) in peperino. In essa primeggia la finestra dimezzata da una balaustra a pilastrini e lo stemma di casa Albani. L'interno è a una sola navata, ma le parti laterali hanno ognuna tre altari. Di notevole, si ricordano: l'altare maggiore, un busto (reliquiario) in argento di S.Eutizio, una settecentesca immagine della Madonna, attribuita a Sebastiano Conca, un oliario marmoreo del XV secolo, attribuito ad Andrea Bregno (trasformato in fonte battesimale) ed un grande crocefisso ligneo barocco. La Chiesa subì notevoli trasformazioni nel periodo rinascimentale ed infine, tra il 1718 ed il 1719, la chiesa acquistò l’aspetto attuale ad opera degli Albani. La sua torre campanaria, alta 34 metri, fu costruita invece nel XV secolo.

La Porta del Ponte, originariamente munita di fossato con ponte levatoio, principale via d’accesso alla maestosa rocca di Soriano, fu ampliata ed abbellita nel XVIII secolo.

La Collegiata San Nicola di Bari, Duomo di Soriano, è situata nella piazza principale, sull'area prima occupata da due piccole chiese dedicate alla SS.Annunziata e a S.Eutizio, fu iniziata nel 1791 ed ultimata nel 1794. Di stile tipicamente neoclassico, fu progettata da Giulio Camporese.
La linea architettonica, alquanto accademica, ha due ordini:dorico l'inferiore e ionico il superiore, divisi, per tutta la lunghezza della facciata , da un cornicione, sopra il quale, nella parte centrale, si apre un finestrone a cui sovrasta un timpano, mentre nelle parti laterali, in corrispondenza delle due porte sottostanti, due torri e massicci campanili. Internamente la Chiesa ha la forma di croce greca; al centro della procera s'innalza un cupolone, decorato da rosoni in stucco, sormontato dalla lanterna e sostenuto da quattro grandi piloni.
Le volte, anch'esse decorate con rosoni, poggiano su un ampio cornicione. Il presbiterio è sopraelevato di un gradino ed è delimitato da una balaustra marmorea.

Altro gioiello di Soriano è il complesso monumentale della Fonte di Papacqua, (attualmente non visitabile, in procinto di essere restaurata) struttura di indubbio valore artistico, alimentata da una sorgente che scaturisce in sito ed è articolata, in gruppi più o meno vasti, in singole figurazioni e in decorazioni. Il gruppo centrale, ampio e complesso, è costituito da figure di animali e satiri, di bambini e del Dio Pan, sovrastati da una grande donna con i piedi di capra. Ancora più suggestivo è il gruppo, di chiara origine biblica, rappresentante Mosè che, circondato da vari Ebrei, fa scaturire l'acqua da una roccia. Di grande pregio sono le statue che rappresentano le quattro stagioni ed i numerosi mascheroncini con zampilli, che circondano semiperimetralmente il piazzale.  
 
Il Palazzo Chigi fu ideato e parzialmente realizzato negli anni in cui il feudo appartenne ai Madruzzo. Il cardinale Cristoforo impostò i lavori relativi alla fonte, le cui sculture furono scolpite direttamente sulla preesistente pietra ed edificò il primo piano del palazzo. I lavori furono iniziati nel 1561, ma la morte (1578) non permise al Madruzzo di realizzare interamente i progetti. (il Palazzo attualmente non visitabile, in procinto di essere restaurata)
 
Sempre al periodo rinascimentale appartiene la monumentale Fontana del Madruzzo, situata a pochi passi dalla piazza principale e dedicata al cardinale Cristoforo Madruzzo, vescovo di Trento e Bressanone.

Porta Romana è invece la porta d’ingresso al paese dal lato sud. Fu fatta costruire nel XVIII secolo, come attesta una lapide di peperino apposta sullo stesso monumento, dal Principe Carlo Albani allo scopo di fissare il limite del caseggiato. La porta è costituita da una parte esterna, con un timpano curvilineo al centro del quale è posto lo stemma formato da tre monti sovrapposti ed una stella ad otto punte, ed una parte interna. Quest'ultima è costituita da due lesene scanalate e rudentate che sostengono, mediato da una trabeazione, un timpano curvilineo spezzato posto all'interno di un secondo timpano triangolare.

Il Monte Cimino (mt. 1053 slm.), con i suoi secolari ed ombrosi castagneti, la stupenda e maestosa faggeta che lo ammanta in vetta ed il famoso "sasso naticarello", è la meta ideale per chi ama la natura e la tranquillità, ma anche per chi vuole dedicarsi a lunghe escursioni o alle semplici passeggiate a piedi, a cavallo o in mountain bike. Un'oasi tra il verde dei boschi e l'azzurro del cielo. Qui ogni stagione riserva un'armonia di colori ed il fascino di un piccolo mondo che si rinnova: in primavera, con le mille fioriture; in estate, con la frescura delle foreste; in autunno, con i profumi della vendemmia, delle caldarroste e dei funghi; in inverno, con il candore della neve.

Fonte: Proloco Soriano nel Cimino     

Per maggiori informazioni: Proloco Soriano nel Cimino

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