Villa Lante di Bagnaia
Il gusto del gioco e della sorpresa sono queste le prime sensazioni ed emozioni che i numerosi turisti che ogni anno visitano Villa Lante di Bagnaia, una delle più significative realizzazioni del Cinquecento italiano, provano nel visitare lo splendido parco ricco di artistiche fontane e il bellissimo giardino all'italiana. Visitare la Villa nei mesi primaverili è un'esperienza unica e straordinaria da consigliare assolutamente a chi decide di trascorrere un riposante week-end nel viterbese.
Collocato alla parte estrema del borgo medievale di Bagnaia l'accesso alla Villa, che occupa oltre 20 ettari, è preceduto da un arco posto alla fine di una rampa di gradini. Il borgo è suggestivo come tutti i piccoli centri della Tuscia viterbese ma, l'elemento che lo rende unico e straordinario è proprio la Villa con i suoi edifici affrescati ed il suo parco di straordinaria bellezza.
Accade così che il piccolo borgo di Bagnaia ai piedi dei Monti Cimini, conservi uno dei giardini italiani più belli e più famosi al mondo. E’ la metà del Cinquecento quando inizia la costruzione che si deve al volere e all'intuito del cardinale Francesco de Gambara che riguarda prevalentemente fontane, cascate, siepi, giochi d’acqua, nicchie e labirinti. Non esiste una Villa vera e propria ma solo due edifici gemelli posti sullo stesso lato aperti al piano terra e caratterizzati ognuno da logge a tre grandi arcate. Le logge sono affrescate, rispettivamente, con vedute dedicate alle più importanti ville cinquecentesche laziali, opera di Raffaellino da Reggio, e con vedute marine opera di Agostino Tassi. All'interno dei due edifici si possono anche ammirare paesaggi di Antonio Tempesta ed affreschi realizzati dal Cavalier d'Arpino.
L'elemento forte e caratterizzante il Parco è naturalmente rappresentato dall'acqua che sgorga da numerose fontane arricchite da gruppi scultorei di grande fascino; al centro del parco una grande fontana composta da quattro diversi bacini colpisce immediatamente l'attenzione del turista. Al centro del complesso la fontana dei Mori opera di Gianbologna. Poi giardini terrazzati, la Fontana dei Lumini, formata da 70 getti d'acqua che fuoriescono da piccole tazze; ovunque arbusti e piante ad alto fusto, lecci, platani e querce. Sulla terza terrazza un enorme tavolo di pietra con una cavità centrale che fa scorrere l’acqua.
Qui il cardinal Gambara, committente del Parco, amava tenere le sue colazioni. Più avanti giardini segreti e labirinti in un susseguirsi di sorprese e travate sceniche che mirano, riuscendovi, a stupire e a disorientare il visitatore. Ancora la fontana dei Delfini, la fontana dei Giganti e la fontana del diluvio.
Infine, uno degli edifici più curiosi ed interessanti presenti all'interno del parco è sicuramente quello della “ghiacciaia”, una costruzione realizzata all'inizio del XVII secolo a forma cilindrica, interrata per quasi 10 metri che aveva lo scopo di mantenere fresche le bevande ed i gelati grazie al fatto che veniva riempita di neve.












