Civita Castellana
Ai piedi dei Monti Cimini, su uno sperone di roccia tufacea lambito da due corsi d'acqua, sorge Civita Castellana, un piccolo centro della Tuscia ricco di necropoli e santuari, e apprezzato in tutto il mondo grazie alla sua fiorente produzione di ceramiche.
Nata sui resti dell’attività del vulcano Vicano, Civita Castellana vanta un paesaggio suggestivo costituito da massi di tufo rosso e profonde gole generate dall’azione erosiva dei fiumi, tra i quali il Treja e il Rio Maggiore.
La cittadina sorge sull’antica Falerii Veteres, un sito falisco in prossimità del fiume Treja. I Falisci erano un popolo italico che raggiunse un alto livello di civiltà; usavano una lingua molto simile a quella romana e erano in buoni rapporti con le lucumonie etrusche. Vivevano di agricoltura e pascolo. Risale probabilmente a loro quell’abilità della lavorazione della ceramica che rese Civita Castellana uno dei poli industriali principali.
Sono arrivati a noi attraverso il lavoro di recupero nelle necropoli, oggetti di straordinaria fattura. Secondo alcune fonti , sarebbe originaria di questa terra una delle più antiche testimonianze della lingua latina, i famosi “carmina fescenina”, espressioni arcaiche che invitano a vivere con spensieratezza, godendo dei piaceri della buona tavola e dell’amore. La contesa tra Falisci e Romani per il dominio in Etruria fu lunga e sanguinosa, ma nel 241 a.C. le legioni guidate da Manlio Torquato riuscirono, dopo aspri combattimenti a conquistare Falerii Veteres.
Seguirono uccisioni, sequestri e violenze di una parte della popolazione che fu ridotta in schiavitù. Ai consoli romani vittoriosi vennero tributati fastosi tronfi. Risale a quel periodo la nascita di Falerii Novi, adiacente all’antica Via Amerina, che venne abbandonata in seguito alle invasioni barbariche. La popolazione fece allora ritorno nel sito originario, a Falerii Veteres, in posizione più strategica, dove sorse un castello medievale. Civita Castellana è dunque uno dei centri del Viterbese dove l’attuale abitato sorge sui resti del primitivo villaggio etrusco.
Se visitate Civita durante l’estate non perdetevi il CivitaFestival la più importante manifestazione culturale cittadina, che ospita appuntamenti di teatro, danza e musica. Il rigore e la qualità delle scelte artistiche connotano il CIVITAFESTIVAL come uno degli appuntamenti estivi di maggior prestigio nella provincia di Viterbo, inserendolo nei circuiti nazionali.
A fine gennaio invece ha inizio il Carnevale Civitonico, che nel territorio falisco ha radici storiche e culturali antichissime.
Da visitare
Forte Sangallo
Voluto da Papa Alessandro VI, come roccaforte a difesa dello Stato Pontificio, venne edificato ad opera di Antonio da Sangallo il Vecchio. I lavori iniziarono nel 1494 e terminarono nel 1503. La fortezza, costruita in pianta pentagonale, sorge sull'area della vecchia rocca medievale di Civita Castellana. La tecnica di costruzione, innovativa per il periodo, è stata realizzata con blocchi tufacei angolati rispetto al piano di campagna, in modo da attutire i colpi dell'artiglieria nemica che venivano sferrati sulle mura. Nel 1504 la fortezza fu potenziata con la costruzione del mastio ottagonale, che aumentò la visibilità sul territorio circostante. Successivamente fu completati il porticato e la "Rotonda", l'originario corpo di guardia. Nel 1870, con la costituzione del Regno d'Italia, venne trasformata in casa di reclusione. Nel 1977, la fortezza ristrutturata nel suo antico splendore è diventata sede di uno dei più importanti musei archeologici dell'Agro Falisco.
Voluto da Papa Alessandro VI, come roccaforte a difesa dello Stato Pontificio, venne edificato ad opera di Antonio da Sangallo il Vecchio. I lavori iniziarono nel 1494 e terminarono nel 1503. La fortezza, costruita in pianta pentagonale, sorge sull'area della vecchia rocca medievale di Civita Castellana. La tecnica di costruzione, innovativa per il periodo, è stata realizzata con blocchi tufacei angolati rispetto al piano di campagna, in modo da attutire i colpi dell'artiglieria nemica che venivano sferrati sulle mura. Nel 1504 la fortezza fu potenziata con la costruzione del mastio ottagonale, che aumentò la visibilità sul territorio circostante. Successivamente fu completati il porticato e la "Rotonda", l'originario corpo di guardia. Nel 1870, con la costituzione del Regno d'Italia, venne trasformata in casa di reclusione. Nel 1977, la fortezza ristrutturata nel suo antico splendore è diventata sede di uno dei più importanti musei archeologici dell'Agro Falisco.
Museo della Ceramica
All’interno del Museo sono esposti vasi, piatti, manufatti, piastrelle dipinte che testimoniano la bravura dei più importanti maestri ceramici locali.
MUSEO DELLA CERAMICA “C. MARCANTONI”
Via A. Gramsci, 1 c/o Istituto Statale d’Arte “U. Midossi”
ORARIO: tutti i giorni (escluso il martedì)
dalle ore 9,00 alle ore 17,00
All’interno del Museo sono esposti vasi, piatti, manufatti, piastrelle dipinte che testimoniano la bravura dei più importanti maestri ceramici locali.
MUSEO DELLA CERAMICA “C. MARCANTONI”
Via A. Gramsci, 1 c/o Istituto Statale d’Arte “U. Midossi”
ORARIO: tutti i giorni (escluso il martedì)
dalle ore 9,00 alle ore 17,00
Duomo dei Cosmati
Conosciuto anche come chiesa di Santa Maria Maggiore, venne costruito verso la fine del XII secolo. Gli architetti che vi lavorarono, appartenevano ad una delle più importanti famiglie di marmorari dell'epoca; quella dei Cosmati.
ORARI DI APERTURA Tutti i giorni
Orario invernale 9:00/12:00 - 15:30/18:30
Orario estivo 9:00/12:00 - 16:30/19:30
Conosciuto anche come chiesa di Santa Maria Maggiore, venne costruito verso la fine del XII secolo. Gli architetti che vi lavorarono, appartenevano ad una delle più importanti famiglie di marmorari dell'epoca; quella dei Cosmati.
ORARI DI APERTURA Tutti i giorni
Orario invernale 9:00/12:00 - 15:30/18:30
Orario estivo 9:00/12:00 - 16:30/19:30
È il nome dell’antica città costruita in seguito alla distruzione dell’etrusca Falerii Veteres nel 241 a.C. Oggi non resta che un cumulo di rovine (visibili lunga la strada tra Civita Castella e Fabrica diRoma) da cui emergono tra la vegetazione possenti tratti di mura e la chiesa romanica di Santa Maria di Falleri, a testimonianza di un insediamento medioevale poi abbandonato. La chiesa è quanto resta di un’antica abbazia cistercense. I ruderi della città evidenziano, sia come impianto che come assetto urbano, la forte dipendenza dal potere centrale di Roma. La Porta Giove e la Porta Bove si aprono sulla cinta muraria in corrispondenza degli assi della Via Amerina e del diverticolo proveniente dalla via Flaminia. All’interno delle mura sono appena individuabili i tracciati delle strade cittadine e il luogo del teatro (accesso libero).
Per maggiori informazioni: Turismo Civita Castellana











