Il borgo di Soriano nel Cimino
Soriano nel Cimino, sviluppatosi ai piedi del maestoso Castello Orsini (XIII Sec.), arroccato su di un colle, si affaccia da un lato sulla valle del Tevere sconfinando lo sguardo agli Appennini Centrali, dall’altro incastonato nel Monte Cimino, in una posizione che gli valse il nome di “Perla del Cimino”.
La felice posizione di media montagna (m. 509 s.l.m.), il clima mite, l’aria salubre dei boschi, la storia, i monumenti, l’arte, le tradizioni, la squisita ospitalità e soprattutto la bellezza della natura che la circonda, fanno di Soriano nel Cimino la località ideale per trascorrere un piacevole soggiorno ed una vacanza serena in ogni stagione dell’anno.
Soriano conserva ancora oggi antichi tesori architettonici ed artistici, che testimoniano di una storia e di una cultura millenaria: dal duecentesco Castello Orsini alla cinquecentesca Fonte di Papacqua con lo stupendo Palazzo Chigi Albani (questi ultimi due attualmente non visitabili, in procinto di essere restaurati), realizzato tra la metà del 1500 ed i primi del 1700; dall’antica chiesina romanica medioevale della Misericordia situata ai piedi del castello con altrettanto vetusta chiesa romanica di San Giorgio alle settecentesche chiese della SS. Trinità (S. Agostino), di S. Eutizio e di San Nicola di Bari (Duomo di Soriano); dalla seicentesca chiesa di Santa Maria del Poggio ai numerosi resti archeologici della Selva di Malano e di Corviano; dal medievale borgo di Chia alle catacombe del Santuario di S.Eutizio, nell’omonima frazione.
Il Monte Cimino (m. 1053 s.l.m.), con i suoi secolari ed ombrosi castagneti, la stupenda e maestosa Faggeta che lo ammanta in vetta ed il famoso “Sasso Naticarello”, è la meta ideale per chi ama la natura e la tranquillità, ma anche per chi vuole dedicarsi alle lunghe escursioni o alle semplici passeggiate a piedi, a cavallo o in mountain bike.
La storia viene da lontano, come dimostrano tracce di insediamenti di varie epoche, dalla preistoria, agli etruschi e ai romani. Dopo ripetute invasioni di Goti, Longobardi e Saraceni, tra il V e l’VIII secolo, occorrerà attendere, per una parvenza di aggregato urbano il secolo XIII, quando la vicina Viterbo conobbe i privilegi per la presenza della corte papale. Intorno al 1250, il paese, ormai ben fortificato, accolse la famiglia della giovane Rosa esiliata da Viterbo per ordine dei ghibellini di Federico II.
I ricordi della sua presenza e della sua santità sono ancora vivi tra la popolazione del posto. Un concreto sviluppo edilizio, sociale ed economico è oltretutto legato alla ristrutturazione dell’antico Castello Orsini, al tempo di papa Niccolò III, che soggiornò più volte a Soriano fino alla morte, nel 1280. Successivamente, per volere di Rodrigo Borgia, il feudo passò allo spagnolo Didaco di Carvajal che fu vittima di uno dei tradimenti più spettacolari di quei tempi: venne ucciso la sera del 7 novembre 1489 da Paolo Cardini da Vignanello che era riuscito con l’inganno ad infiltrarsi nel castello.
L’incauto usurpatore, però, pagò subito con la vita. Fu infatti catturato dalla popolazione e scaraventato nel vuoto, dalla torre più alta. L’episodio viene rievocato ogni anno, in occasione della Sagra delle Castagne (prime tre settimane del mese di ottobre), considerata una delle più belle e suggestive manifestazioni storico-rievocative d’Italia.
Per maggiori informazioni: Turismo Soriano nel Cimino











