Trasmissione C59

 

Il marrone dei Monti Cimini

Tra i prodotti tipici della Tuscia il marrone è sicuramente uno tra i più importanti. Con il 30% della produzione regionale e l'8% di quella nazionale le castagne dei Monti Cimini occupano da sempre un ruolo primario nell’economia locale.
 
Il marrone, o più comunemente castagna, dei Monti Cimini deriva dalla specie "Castanea sativa", ecotipo locale "castagna domestica dei Monti Cimini" e cultivar "marrone fiorentino" e "marrone premutico". La polpa in tutte le specie è dolce e saporita. Il mercato di destinazione primario è quello del fresco, dove il marrone arriva tradizionalmente dopo un primo condizionamento in acqua fredda per circa 2-6 giorni in vasconi o tini di legno, detti "cura". Ciò al fine di bloccare l'insorgere di patogeni durante la conservazione. Successivamente vengono lasciate asciugare e movimentate giornalmente secondo un processo detto trapalatura.
 
Nel viterbese la coltivazione del castagno è testimoniata fin dall'antichità; la specie si è diffusa a tal punto da entrare a far parte integrante del paesaggio dei Monti Cimini. Il castagno ha dato vita ad una vera e propria "civiltà del castagno" ricca di usi, costumi, tradizioni, norme giuridiche, statuti comunali e tecniche agronomiche. Durante il Medioevo e nell'Epoca Moderna, nella zona dei Monti Cimini erano presenti, come ne danno testimonianza i numerosi ruderi ritrovati, vecchie costruzioni a due piani (dette "metati" o "raticci") in cui i marroni venivano essiccati mediante un lento processo di affumicatura.

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