Valle del Mignone
Il Mignone origina il proprio corso dalle falde nord-ovest dell’antico cratere Sabatino e più precisamente dal Monte Termini. Il fiume scorre all’interno di territori boschivi, semi boschivi o adibiti a pascolo. Il suo percorso iniziale è a carattere torrentizio e il suo corso ha scavato nel tempo profonde valli ancora oggi pressoché inaccessibili, che conservano specie vegetali ed animali altrove scomparse.
L’importanza di questo fiume è antichissima: basti pensare che in alcune interpretazioni dell’Eneide di Virgilio, Enea al ritorno dalla guerra di Troia, approdò in Etruria alla foce del Linceo prima di colonizzare l’intera zona. L’area geografica che delinea il suo scorrere è variegata per colori, immagini, profumi e culture. Lo scenario di alcune anse incontaminate del fiume o i crinali scoscesi tra antichi resti ne fanno certamente uno tra i paesaggi più emozionanti dell’intero Lazio.
Questa è la Valle del Mignone, dove si intrecciano storie di popoli, re, papi e di un passato a volte dimenticato. Dove lo scroscio dell’acqua, il volo di una poiana o l’odore di un’Anacamptis pyramidalis ci fanno riscoprire un territorio ancora inalterato. Nel suo scorrere lento il Mignone attraversa un vasto territorio che da est ad ovest si estende per una buona parte del Lazio. Sono numerosi i paesi che questa area abbraccia. Ciascuno con il suo piccolo, indipendente passato, ma ugualmente legati dalla sorte all’esistenza di questo fiume.
Comuni dalle dimensioni poco estese che raccontano, tra i vicoli del centro o nei siti archeologici, millenni di una storia spesso travagliata ma che, attraverso le numerose testimonianze, ne ha assicurato la memoria.












